TD magazine » Ricerca UCSC » Rapporto » 1. Indagare le pratiche di comunicazione mediata dei giovani 

1. Indagare le pratiche di comunicazione mediata dei giovani   versione testuale

1.1. Obiettivi
 
Indagare le attività di comunicazione mediata dalle tecnologie nell’universo giovanile costituisce una sfida da diversi punti di vista.
Significa entrare nel cuore delle attività che permeano la vita quotidiana dei giovani sia per il tempo dedicato, sia per l’investimento simbolico e identitario che comportano. 
Significa indagare un insieme di azioni che passano dallo spazio materiale agli spazi digitali che le tecnologie mettono a disposizione (sistemi di Instant Messaging; Social Network); azioni che ritagliano “spazi dentro altri spazi”, come avviene per esempio nel caso della telefonia mobile, che apre “bolle di comunicazione” individuale all’interno di spazi a volte domestici, ma molto più spesso sociali (dai mezzi di trasporto agli spazi della socialità informale come i bar o le piazze, fino alla scuola o ai posti di lavoro), creando disconnessioni rispetto allo spazio immediato e connessioni rispetto a spazi remoti; che in altre parole, “rispazializzano” gli ambiti della vita sociale e relazionale attraverso l’intreccio di attività online e offline.
L’obiettivo è quello di individuare i tratti comuni dei giovani nell’abitare gli spazi offline e online, ma anche identificare eventuali differenze di atteggiamento, uso e mediazione con la propria realtà quotidiana, per capire come il radicamento in luoghi e contesti concreti convive con l’ambiente digitale   smaterializzato.
Le domande di fondo che hanno mosso l’indagine, quindi sono state soprattutto: come i giovani incorporano le tecnologie di comunicazione all’interno della loro vita quotidiana a partire da alcune precondizioni strutturali (status, territorialità, dotazione tecnologica, ma anche gender)? Quali costellazioni di valori, comportamenti e atteggiamenti qualificano il loro modo di abitare la rete? Che rapporto c’è con i network e le reti sociali che coltivano nella vita reale? Come gestiscono, da veri e propri “manager “di risorse comunicative, l’insieme di tecnologie che hanno a disposizione e che hanno ormai “naturalizzato” all’interno della loro esperienza?Come si definiscono i contorni della nuova cultura della comunicazione e della relazione?
In sintesi, attraverso quali forme si esplica l’adattamento dei giovani al mutamento ambientale (spaziale, temporale e relazionale) introdotto dalle tecnologie digitali?
 
1.2 Metodologia
 
La metodologia utilizzata nella ricerca è quella dell’intervista semi-strutturata, somministrata per via telefonica a un campione di 50 soggetti (di età tra i 18 e i 24 anni) distribuiti sull’intero territorio nazionale.
 La presenza di una traccia comune per tutti gli intervistati (nelle domande poste e nell’ordine in cui sono organizzate) ha consentito una comparabilità della lettura e dell’interpretazione dei risultati, mentre la presenza di domande aperte cui l’intervistato ha risposto parlando liberamente ha consentito di raccogliere ampie porzioni di racconto e di valutazione della propria esperienza da parte degli intervistati.
Questo tipo di intervista ha permesso di rilevare come i soggetti esprimono i propri vissuti (ad esempio le forme espressive utilizzate) e scoprire esperienze e valutazioni anche originali e non già previste dai ricercatori, a differenza del questionario, in cui le risposte vengono date sulla base di modelli standardizzati (si/no; scale di valutazione pre-definite ecc.). Ha consentito inoltre “rilanci” sulla dimensione offline della vita quotidiana, senza focalizzare l’attenzione unicamente sulle tecnologie, privilegiando quindi un approccio “decentrato”, o meglio centrato sulle pratiche dei soggetti, piuttosto che “mediacentrico”. 
La traccia predisposta per l’intervista è stata pensata in modo da guidare un colloquio di non meno di 60-75 minuti.
L’intervista è stata somministrata per via telefonica. La somministrazione per via telefonica ha permesso di estendere il campione a un numero di soggetti più ampio di quelli con cui vengono abitualmente realizzate le interviste semi-strutturate, con l’obiettivo di mantenere la qualità di un’indagine in profondità pur lavorando su un campione ampio di persone. Tale strumento, inoltre, ha consentito uno stile informale adatto a instaurare un buon rapporto tra intervistatore e intervistato, come utile chiave d’accesso al mondo comunicativo dei soggetti. Il buon esito di questo approccio è stato confermato dall’accettazione, da parte degli intervistati, degli intervistatori come “amici” su Facebook, (cosa che ha permesso anche la condivisione degli spazi di comunicazione online, come ulteriore luogo di verifica rispetto agli obiettivi della ricerca).
Il campione, inoltre, è stato selezionato in modo da essere rappresentativo della diversità delle condizioni di vita nell’ambito delle quali si compie l’esperienza d’uso delle tecnologie digitali. In totale sono stati intervistati 50 soggetti trai 18 e i 24 anni, tutti in possesso di telefono cellulare e Pc con connessione a Internet. Tutti, inoltre, utilizzatori, almeno 3 o 4 volte la settimana, di Sms; Email; Messenger (o analogo sistema di Instant Messaging); un sito di Social Networking (ad esempio Facebook o Myspace).
I soggetti intervistati sono stati selezionati in modo da coprire l’intero territorio nazionale, e così suddivisi:
 
 
Tipologia di comune di residenzaSoggetti
Area metropolitana18
Capoluogo di provincia16
Comune con meno di 20.00 abitanti16
Totale50
 
 
 
Le tre aree metropolitane prese in considerazione sono state quelle di Milano; Roma e Napoli.
I capoluoghi di provincia e i comuni con meno di 20.000 abitanti sono stati selezionati nelle quattro aree sotto illustrate in modo da avere un uguale numero di intervistati per ciascuna area.
 
 
 
Area 1: Piemonte; Val D’Aosta; Liguria e Lombardia
 
 
 
Area 2: Trentino Alto Adige; Veneto; Friuli Venezia Giulia; Emilia
Romagna
 
Area 3: Toscana; Umbria; Marche; Lazio; Sardegna
 
 
Area 4: Abruzzo; Molise; Puglia; Campania; Basilicata; Calabria; Sicilia1
 
 
 
 
L’analisi delle interviste è stata svolta confrontando le ricorrenze e le differenze tra gli intervistati su diversi piani:
o                  Le caratteristiche degli intervistati rispetto alle precondizioni strutturali (status, territorio, dotazione tecnologica, gender) e alle precondizioni socio-culturali (consumi culturali, organizzazione del tempo, cerchie sociali frequentate).
o                  L’atteggiamento rispetto all’innovazione tecnologica: dagli innovatori agli utenti dell’ultima fase, quella in cui la diffusione si è già consolidata.
o                  Gli usi legati alle tecnologie. Ad esempio distinguendo l’orientamento all’incremento e al mantenimento delle relazioni dal semplice uso come strumento organizzativo delle attività svolte in gruppo; oppure separando l’uso finalizzato a monitorare le attività degli amici, da quello finalizzato a mantenere viva la presenza nel e del gruppo (puramente fatico) da quello orientato ai contenuti di cui si parla; oppure ancora gli atteggiamenti più orientati alla perfomance della propria identità da quelli finalizzati al puro intrattenimento o divertimento.
o                  Le strategie di gestione della propria identità online secondo due modelli prevalenti: esibizione e nascondimento/controllo.
o                  Le strategie di gestione della rete di relazioni costruita attraverso le tecnologie e suddivisa in strategie di ampliamento; incremento controllato; mantenimento delle relazioni già esistenti.
I risultati della ricerca hanno permesso di mettere a fuoco sia i tratti comuni ai giovani che utilizzano le tecnologie di comunicazione mediata come strumento di relazione con altri, sia i diversi profili di utenti presenti sul territorio nazionale.
 

 [1] La suddivisione delle aree è quella studiata e utilizzata dall’Istituto di ricerca Nielsen per le rilevazioni quantitative e qualitative.
 
© 2010 - Testimoni Digitali