L’immagine dell’apostolo Filippo che cammina accanto ad un uomo che in una strada deserta cerca di capire cosa significa per lui un certo passaggio biblico ed instaura con lui un dialogo culturale. Monsignor Claudio Maria Celli, presidente del Pontifico Consiglio delle Comunicazioni Sociali, ha voluto soffermarsi su questa “icona biblica” per spiegare il senso della “diakonia nella cultura digitale”. Si tratta, ha sottolineato, di “un servizio utile e necessario”. Secondo monsignor Celli, “non bisogna trasformarsi in torri di avorio, ma creare un cortile dei gentili: il Papa – ha ricordato – ci invita ad un dialogo aperto ad ogni uomo”. Oggi, ha rilevato il presidente del Pontifico Consiglio delle Comunicazioni Sociali, “non si può più parlare solo dell’importanza dei media: essi sono dentro la nostra vita, la orientano e spesso la condizionano”. Ecco perché “se la rete è per definizione virtuale, a noi spetta renderla concreta, darle spessore, offrirle un’anima, darle vita”. La rete, ha ribadito monsignor Celli, deve essere usata per “diffondere la buona novella”. E questa, ha chiarito, non è “un’immagine poetica”, ma una necessità visto che le strade che abbiamo a disposizione oggi sono quelle delle tecnologie digitali. Tecnologie digitali che monsignor Celli ha definito “ancelle”. (S.C.)