Indagare le attività di comunicazione mediata dalle tecnologie nelluniverso giovanile costituisce una sfida da diversi punti di vista. Significa entrare nel cuore delle attività che permeano la vita quotidiana dei giovani sia per il tempo dedicato, sia per linvestimento simbolico e identitario che comportano. Significa indagare un insieme di azioni che passano dallo spazio materiale agli spazi digitali che le tecnologie mettono a disposizione (sistemi di Instant Messaging; Social Network); azioni che ritagliano spazi dentro altri spazi, come avviene per esempio nel caso della telefonia mobile, che apre bolle di comunicazione individuale allinterno di spazi a volte domestici, ma molto più spesso sociali (dai mezzi di trasporto agli spazi della socialità informale come i bar o le piazze, fino alla scuola o ai posti di lavoro), creando disconnessioni rispetto allo spazio immediato e connessioni rispetto a spazi remoti; che in altre parole, rispazializzano gli ambiti della vita sociale e relazionale attraverso lintreccio di attività online e offline. Lobiettivo è quello di individuare i tratti comuni dei giovani nellabitare gli spazi offline e online, ma anche identificare eventuali differenze di atteggiamento, uso e mediazione con la propria realtà quotidiana, per capire come il radicamento in luoghi e contesti concreti convive con lambiente digitale smaterializzato. Le domande di fondo che hanno mosso lindagine, quindi sono state soprattutto: come i giovani incorporano le tecnologie di comunicazione allinterno della loro vita quotidiana a partire da alcune precondizioni strutturali (status, territorialità, dotazione tecnologica, ma anche gender)? Quali costellazioni di valori, comportamenti e atteggiamenti qualificano il loro modo di abitare la rete? Che rapporto cè con i network e le reti sociali che coltivano nella vita reale? Come gestiscono, da veri e propri manager di risorse comunicative, linsieme di tecnologie che hanno a disposizione e che hanno ormai naturalizzato allinterno della loro esperienza?Come si definiscono i contorni della nuova cultura della comunicazione e della relazione? In sintesi, attraverso quali forme si esplica ladattamento dei giovani al mutamento ambientale (spaziale, temporale e relazionale) introdotto dalle tecnologie digitali?
1.2 Metodologia
La metodologia utilizzata nella ricerca è quella dellintervista semi-strutturata, somministrata per via telefonica a un campione di 50 soggetti (di età tra i 18 e i 24 anni) distribuiti sullintero territorio nazionale. La presenza di una traccia comune per tutti gli intervistati (nelle domande poste e nellordine in cui sono organizzate) ha consentito una comparabilità della lettura e dellinterpretazione dei risultati, mentre la presenza di domande aperte cui lintervistato ha risposto parlando liberamente ha consentito di raccogliere ampie porzioni di racconto e di valutazione della propria esperienza da parte degli intervistati. Questo tipo di intervista ha permesso di rilevare come i soggetti esprimono i propri vissuti (ad esempio le forme espressive utilizzate) e scoprire esperienze e valutazioni anche originali e non già previste dai ricercatori, a differenza del questionario, in cui le risposte vengono date sulla base di modelli standardizzati (si/no; scale di valutazione pre-definite ecc.). Ha consentito inoltre rilanci sulla dimensione offline della vita quotidiana, senza focalizzare lattenzione unicamente sulle tecnologie, privilegiando quindi un approccio decentrato, o meglio centrato sulle pratiche dei soggetti, piuttosto che mediacentrico. La traccia predisposta per lintervista è stata pensata in modo da guidare un colloquio di non meno di 60-75 minuti. Lintervista è stata somministrata per via telefonica. La somministrazione per via telefonica ha permesso di estendere il campione a un numero di soggetti più ampio di quelli con cui vengono abitualmente realizzate le interviste semi-strutturate, con lobiettivo di mantenere la qualità di unindagine in profondità pur lavorando su un campione ampio di persone. Tale strumento, inoltre, ha consentito uno stile informale adatto a instaurare un buon rapporto tra intervistatore e intervistato, come utile chiave daccesso al mondo comunicativo dei soggetti. Il buon esito di questo approccio è stato confermato dallaccettazione, da parte degli intervistati, degli intervistatori come amici su Facebook, (cosa che ha permesso anche la condivisione degli spazi di comunicazione online, come ulteriore luogo di verifica rispetto agli obiettivi della ricerca). Il campione, inoltre, è stato selezionato in modo da essere rappresentativo della diversità delle condizioni di vita nellambito delle quali si compie lesperienza duso delle tecnologie digitali. In totale sono stati intervistati 50 soggetti trai 18 e i 24 anni, tutti in possesso di telefono cellulare e Pc con connessione a Internet. Tutti, inoltre, utilizzatori, almeno 3 o 4 volte la settimana, di Sms; Email; Messenger (o analogo sistema di Instant Messaging); un sito di Social Networking (ad esempio Facebook o Myspace). I soggetti intervistati sono stati selezionati in modo da coprire lintero territorio nazionale, e così suddivisi:
Tipologia di comune di residenzaSoggettiArea metropolitana18Capoluogo di provincia16Comune con meno di 20.00 abitanti16Totale50
Le tre aree metropolitane prese in considerazione sono state quelle di Milano; Roma e Napoli. I capoluoghi di provincia e i comuni con meno di 20.000 abitanti sono stati selezionati nelle quattro aree sotto illustrate in modo da avere un uguale numero di intervistati per ciascuna area.
Area 1: Piemonte; Val DAosta; Liguria e Lombardia
Area 2: Trentino Alto Adige; Veneto; Friuli Venezia Giulia; Emilia Romagna
Area 3: Toscana; Umbria; Marche; Lazio; Sardegna
Area 4: Abruzzo; Molise; Puglia; Campania; Basilicata; Calabria; Sicilia1
Lanalisi delle interviste è stata svolta confrontando le ricorrenze e le differenze tra gli intervistati su diversi piani: o Le caratteristiche degli intervistati rispetto alle precondizioni strutturali (status, territorio, dotazione tecnologica, gender) e alle precondizioni socio-culturali (consumi culturali, organizzazione del tempo, cerchie sociali frequentate). o Latteggiamento rispetto allinnovazione tecnologica: dagli innovatori agli utenti dellultima fase, quella in cui la diffusione si è già consolidata. o Gli usi legati alle tecnologie. Ad esempio distinguendo lorientamento allincremento e al mantenimento delle relazioni dal semplice uso come strumento organizzativo delle attività svolte in gruppo; oppure separando luso finalizzato a monitorare le attività degli amici, da quello finalizzato a mantenere viva la presenza nel e del gruppo (puramente fatico) da quello orientato ai contenuti di cui si parla; oppure ancora gli atteggiamenti più orientati alla perfomance della propria identità da quelli finalizzati al puro intrattenimento o divertimento. o Le strategie di gestione della propria identità online secondo due modelli prevalenti: esibizione e nascondimento/controllo. o Le strategie di gestione della rete di relazioni costruita attraverso le tecnologie e suddivisa in strategie di ampliamento; incremento controllato; mantenimento delle relazioni già esistenti. I risultati della ricerca hanno permesso di mettere a fuoco sia i tratti comuni ai giovani che utilizzano le tecnologie di comunicazione mediata come strumento di relazione con altri, sia i diversi profili di utenti presenti sul territorio nazionale.
[1] La suddivisione delle aree è quella studiata e utilizzata dallIstituto di ricerca Nielsen per le rilevazioni quantitative e qualitative.