"Ogni epoca ha utilizzato i mezzi di comunicazione più idonei: dalla parola orale a quella scritta, dalla stampa alle moderne tecnologie" - Suor. Adele Bollati (fdc) -. L’uomo non può fare a meno di comunicare e di adottare il linguaggio più appropriato per rendere partecipe un altro di un messaggio e far diventare noto ciò che è in lui e di cui ha fatto esperienza. L’esperienza evangelica ha cambiato il mondo e sempre ha tenuto conto del contesto in cui veniva annunciato, ne è prova il discorso di Paolo nell’Areopago”. Anche oggi, in un mondo in cui la comunicazione profonda diventa sempre più difficile o impossibile e manca la trasmissione dei valori che aiutino a trovare un senso per la propria vita, “è urgente comunicare il Vangelo che sempre ha saputo rispondere alle esigenze più profonde dell’uomo con le sue caratteristiche di incisività, brevità – aggiunge la religiosa -, tenendo presente la capacità recettiva di chi ascolta e la sua abituale modalità di fruizione di un messaggio. Il giovane, l’adolescente del XXI secolo, abituato a comunicare attraverso i media, capirà ed accoglierà meglio i messaggi incisivi, visivi, attraenti che soddisfano il bisogno di comunicare spesso disatteso nel contesto familiare. Se il linguaggio impiegato saprà essere vicino a chi lo utilizza, più facilmente verrà anche recepito il messaggio di cui è portatore, in questo caso, quello evangelico”.