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Sozzi: "Una cultura caratterizzata da profonde trasformazioni"

Della centralità della persona Vittorio Sozzi ha messo in luce tre brevi aspetti:“Il primo riguarda le profonde trasformazioni che interessano il nostro tempo, provocate per lo più dalle nuove conquiste tecnologiche. Grazie alle recenti innovazioni, siamo oggi in grado di superare barriere ritenute incrollabili; di accorciare distanze geografiche, sociali e culturali; di percorrere vie inedite per mettere a frutto l’intelligenza e trasmettere la memoria. Non sappiamo cosa ci riserverà il futuro – ha spiegato -. Una convinzione però è chiara: non vogliamo che il dinamismo in cui siamo immersi si risolva in un grande processo impersonale, senza guida e senza etica”. È questo, infatti, il possibile approdo di una certa manipolazione dell’umano e dell’offuscamento o della riduzione della verità dell’uomo, su cui si fonda la sua dignità, a cui ci richiama con forza Benedetto XVI. “Anche le dinamiche della comunicazione sono coinvolte nell’emergere della cosiddetta questione antropologica e giocano un ruolo non secondario per poterla affrontare positivamente – ha detto Sozzi -. In secondo luogo, e in relazione a questo, occorre riconoscere quanto l’educazione della persona sia radicalmente trasformata nell’attuale cultura digitale. Educazione e comunicazione stanno tra loro in un rapporto molto stretto, così che i media possono agevolare e sostenere la formazione dell’uomo, così come indebolirla e distorcerla. In ogni caso, accompagnano la vita in tutte le sue dimensioni – conoscenza, modelli di valore, sentimenti, scelte – e nulla di ciò che sostanzia la comunicazione è privo di valore educativo, direttamente o indirettamente. Se le relazioni tra le persone hanno guadagnato spazio, diventando il fulcro dei nuovi scenari digitali, non ci possiamo accontentare delle accresciute possibilità, ma vogliamo puntare sulla qualità delle relazioni che si creano e si alimentano nel web”. Lo stesso vale per i modi di intendere e vivere la libertà o l’esplodere delle opportunità: “Il problema non è che in rete si possa trovare qualsiasi cosa e che si allarghi la liberta di incontrare qualsiasi cosa; la questione vera è che io sappia che cosa cercare, che la mia ricerca non sia casuale, ma abbia una ipotesi, una direzione che la guida. La «direzione del cercare», non viene però dalla rete, ma dalle persone e dal fatto che queste vivano luoghi e relazioni effettivamente educative e amicali, in cui il bisogno di autenticità e di pieno coinvolgimento con gli altri e con la realtà si possa mantenere vivo e crescere” (Comitato per il progetto culturale della CEI, La sfida educativa, Bari 2009, p. 158). Si tratta di una forte responsabilità per tutti noi, ha aggiunto: “quella cioè di rendere anche la Rete un luogo favorevole all’educazione, alla crescita e al dispiegamento dell’umano secondo la sua pienezza e autenticità, così che non manchino ai navigatori approdi sicuri, compagni affidabili e la stella polare secondo cui orientare la rotta”.


Ultimo aggiornamento di questa pagina: 24-APR-10
 

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