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Tarquinio: no alla manipolazione, c‘è un modo diverso di fare informazione

Nel mondo di oggi “i processi informativi riescono a cambiare totalmente il contenuto della notizia”. A denunciarlo è stato il direttore di Avvenire, Marco Tarquinio, intervenuto questa mattina alla tavola rotonda che ha preceduto il discorso del Papa, conclusivo del Convegno "Testimoni digitali". Tarquinio ha citato l’esempio di Dino Boffo, “grande giornalista che ha lavorato per 15 anni per far sì che i cattolici stessero con la loro fisionomia nel terreno nuovo e che si è fatto da parte per non esporre ancora Avvenire e la Chiesa agli attacchi ingiustificati con cui era stato lui stesso bersagliato”. Ricordando poi il tipo di copertura informativa data dal giornale ora da lui diretto al caso di Eluana Englaro, Tarquinio ha sottolineato che “c’è un altro modo di fare informazione, ed è il modo di Avvenire, di tutti noi”. “La Rete è un meccanismo potenzialmente infernale, che può e deve essere contraddetto, con una presenza che sappia essere sì sintesi, sì taglio, ma mai manipolazione”, ha spiegato Tarquinio, secondo il quale i cattolici sono “un‘onda tranquilla”, che deve utilizzare la Rete come “un‘opportunità vera per riedificare l‘uomo”, a partire dalla consapevolezza che “l‘informazione è e resta una questione formativa”. Per il direttore di Avvenire, l‘impegno è dunque quello di “essere nella corrente, da cattolici”. E da cattolici, ha concluso, “già ci siamo nel tempo nuovo, e non da protagonisti secondari". (S.C.)


Ultimo aggiornamento di questa pagina: 24-APR-10
 

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