
C’è un link ideale che “connette” il meeting meglio conosciuto come Parabole mediatiche con Testimoni digitali. “Io c’ero e credo che in quel novembre tutti i partecipanti hanno compreso che non fu una manifestazione di orgoglio dei mezzi e delle potenzialità della Chiesa italiana – dice Chiara di Milano, all’epoca laureanda in psicologia -, ma l’occasione per un rinnovato impegno di tutti gli operatori del mondo della comunicazione e della cultura al servizio del Vangelo”. Dopo otto anni, alla vigilia ormai di un nuovo decennio dedicato all’educazione, è necessario stare al passo con i tempi.
“Benedetto XVI ha invitato noi giovani ad abitare il continente digitale – dice Chiara – e sta a tutti noi raccogliere questo invito, anche perché nel frattempo Internet ha subito un’accelerazione velocissima innovando profondamente vecchi e nuovi media”.
Il contesto digitale in cui siamo immersi ha obiettivamente profonde ricadute sul piano antropologico e, aggiunge Chiara: “Siamo entrati nel mondo del web 2.0, come si usa dire in gergo, per sottolineare non solo una nuova condizione tecnologica, caratterizzata dall’interattività, ma anche un diffuso dialogo sociale, specialmente tra noi i giovani. Cambiano i linguaggi e penso che anche la Chiesa per annunciare il vangelo debba comunicare anche con questi nuovi linguaggi”.