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Giuliodori: "Non potrą mancare una attenta gestione di questa nuova realtą"   versione testuale

“Da questo punto di vista non potrà mancare una attenta gestione di questa nuova realtà” ha sottolinea il vescovo Giuliodori nel proseguire il suo intervento al convegno. “Potremmo parlare della necessità di una “ecologia della rete e dell’ambiente digitale” affinché sia fruibile da tutti, non comporti rischi e pericoli, soprattutto per le categorie più esposte e meno attrezzate ad un uso appropriato e anche critico della rete. Occorre che tutti lavorino consapevolmente per far sì che l’umanesimo plasmato dalla rete sia davvero integrale e integrato – ha aggiunto -. La rete può contribuire a far crescere un umanesimo capace di rafforzare e arricchire le relazioni sociali e nello stesso tempo attento a coltivare la dimensione trascendente dell’esistenza umana, dimensione senza della quale nessuna esperienza può essere e dirsi autenticamente umana. “Il senso e la finalizzazione dei media vanno ricercati nel fondamento antropologico - afferma Benedetto XVI nella Caritas in veritate -. Ciò vuol dire che essi possono divenire occasione di umanizzazione non solo quando, grazie allo sviluppo tecnologico, offrono maggiori possibilità di comunicazione e di informazione, ma soprattutto quando sono organizzati e orientati alla luce di un'immagine della persona e del bene comune che ne rispecchi le valenze universali. I mezzi di comunicazione sociale - prosegue il Santo Padre - non favoriscono la libertà né globalizzano lo sviluppo e la democrazia per tutti, semplicemente perché moltiplicano le possibilità di interconnessione e di circolazione delle idee. Per raggiungere simili obiettivi bisogna che essi siano centrati sulla promozione della dignità delle persone e dei popoli, siano espressamente animati dalla carità e siano posti al servizio della verità, del bene e della fraternità naturale e soprannaturale. Infatti, nell'umanità la libertà è intrinsecamente collegata con questi valori superiori”. (vi.gri)
 
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