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TD: Casetti, i media tornino ad essere strumenti di relazione   versione testuale

"Non basta usare ‘intelligentemente’ i media della rete, bisogna anche un po’ rifondarli, facendo sì che essi tornino ad essere strumenti di relazione vera". Ne è convinto Francesco Casetti, direttore del Dipartimento Scienza della Comunicazione dell’Università Cattolica, che intervenendo alla prima sessione del Convegno “Testimoni digitali” ha ricordato invece che “i social network nati con il web 2.0 tendono spesso ad offrire, e a consentire, quello che è un puro e semplice contatto”. Secondo Casetti, “immersi” in questa realtà, “noi possiamo e dobbiamo letteralmente vivificarla, con coraggio e con fantasia”. “Nell’agorà, anche in quella mediatica – ha affermato - non serve imporsi. Serve piuttosto esporsi: offrire se stessi e la propria vita; offrire se stessi e la propria capacità di ascolto; serve testimoniare il faticoso e apparentemente indecifrabile cammino in cui siamo impegnati. Facendolo anche in questo nostro mondo, sempre più orientato a diventare, ma non a ridursi, a world wide web”. Per favorire la verità nelle relazioni, è necessario recuperare “un nuovo senso della gratuità”. Poiché “la maggior parte degli scambi sul web oggi non comportano una transazione di denaro, ma non per questo sono gratuiti”, per Casetti è fondamentale “reintrodurre la logica del dono, intercettando e rilanciando tutte le forme di committment che pure troviamo sulla rete, può essere un passo rilevante”. “La seconda cosa è un nuovo senso dell’intimità”, ha continuato Casetti evidenziando che “in rete sempre di più si sta perdendo il pudore, sempre di più si paga l’interesse dell’altro mettendosi spudoratamente a nudo, anche in senso letterale”. Di fronte a questa pericolosa “deriva”, occorre “ristabilire colloqui che sappiano andare al cuore dell’uomo rispettandolo, e rispettando la fatica e il rischio che ciò comporta, può costituire un altro passo rilevante”.
Secondo il direttore del dipartimento dell’Università Cattolica, inoltre, è fondamentale il nuovo senso di fedeltà. “I contatti in rete sono molte volte occasionali, quando non casuali. Ai social network, più che partecipare, ci si affaccia”, ha osservato Casetti per il quale “diventa estremamente utile far emergere modelli positivi di disponibilità, in cui le persone coinvolte rafforzano il senso della loro presenza e insieme evidenziano la loro volontà di ascolto”. (S.C.)
 
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