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TD: Mons. Crociata, puntare su linguaggio credente e progetto organico per le comunicazioni sociali   versione testuale

“Un linguaggio credente ed un progetto organico per le comunicazioni sociali”. È questo, per il Vescovo Mariano Crociata, Segretario Generale della CEI, “il ‘compito per casa’ sul quale applicarsi fin dal nostro ritorno”. Sono queste, ha affermato, “le condizioni per elaborare una strategia comunicativa missionaria, che sia capace di coinvolgere tutti gli ambiti pastorali e di incidere sulla cultura della società”. “Sarà la sfida del decennio che inauguriamo, non a caso incentrato sull’educazione”, ha aggiunto.
Sottolineando che “questo continente digitale lo sentiamo profondamente nostro”  e che “vorremmo abitare questa patria straniera con quello sguardo assolutamente originale sulla realtà, che è lo sguardo della fede”, il segretario generale della Cei ha messo in luce gli aspetti sui quali occorre lavorare e le difficoltà da superare per poter abitare il mondo digitale da credenti. “Il nostro impegno di coltivare una nuova alfabetizzazione – ha rilevato aprendo i lavori del Convegno -  va portato avanti di pari passo con la consapevolezza che non si tratta semplicemente di sviluppare una vicinanza empatica alle tecnologie digitali, quanto di essere presenti anche in questo ambiente con modalità che non disperdano l’identità cristiana, l’eccedenza rappresentata dal Vangelo”.
Secondo monsignor Crociata, esiste “la difficoltà di mettere a fuoco, all’interno dei piani pastorali delle nostre diocesi, un progetto organico per le comunicazioni sociali, che integri queste ultime negli altri ambiti”. “Dobbiamo smetterla – ha ammonito - di considerare la comunicazione come un ulteriore segmento della pastorale o un settore dedicato ai media, per intenderla invece come lo sfondo per una pastorale interamente e integralmente ripensata a partire da ciò che la cultura mediale è e determina nelle coscienze e nella società”. E in quest’ottica, occorre “scongelare veramente la figura dell’animatore della cultura e della comunicazione, figura sulla quale finora si è investito ancora troppo poco o comunque con scarsa convinzione”. (S.C.)
 
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