Testimoni digitali. Volti e linguaggi nell'era crossmediale. Roma, dal 22 al 24 aprile 2010. vai al contenuto
5. Gestione dell'identità 
Dalle interviste sono emerse due modalità prevalenti di gestione dell’identità in rete: esibizione (che è “trasparenza”, più che “esibizionismo”), e nascondimento/ controllo.

5.1 Esibizione
L’atteggiamento esibitorio risente profondamente delle differenti caratteristiche dei soggetti. Da una parte si lega all’età (con un atteggiamento più disinibito dei soggetti più giovani), dall’altra alla situazione lavorativa (gli studenti sono meno attenti ai rischi rispetto al “macchiare” la propria reputazione in ambiente professionale). In particolare sono maggiormente esibitori quei soggetti che utilizzano i social network con l’obiettivo di ampliare la propria rete di amici, senza che necessariamente i contatti on-line si trasformino in amici off-line4.
L’esibizione passa anche attraverso il numero e il tipo di contatti. L’ampiezza della rete amicale (in termini quantitativi di numero di connessioni) ma anche le caratteristiche di tale rete (la presenza di molte belle ragazze, per i maschi, per esempio, ma non solo), diventano un elemento da esibire e di cui vantarsi, una sorta di portfolio da mostrare agli amici e su cui costruire una propria reputazione.
Ma l’esibizione passa soprattutto da un uso spregiudicato delle impostazioni di privacy: la reperibilità e riconoscibilità è legata alla necessità di offrire il maggior numero possibile di informazioni su di sé (foto, dati anagrafici) ai potenziali amici non ancora appartenente alla propria rete di contatti (virtuale e non).
E’ interessante notare come per soggetti giovani questo mostrarsi implica sia un livello esibitorio (“il mostrarmi”) sia un livello di non nascondimento (“sono sincero, non nascondo”). L’anonimato non rappresenta un’esigenza; anzi, i soggetti con una eccessiva attenzione per la riservatezza e l’anonimato vengono giudicati dai “collezionisti”5 come utenti che potenzialmente hanno qualcosa da nascondere, che non dimostrano “reciprocità” nelle relazioni: a una trasparenza di contenuti e materiali mostrati si chiede di rispondere con la medesima trasparenza ai soggetti che vogliono accedere alla propria rete amicale online.
L'esibizione passa dal controllo reciproco del "mostrarsi".
5.2 Nascondimento e controllo
Le strategie di nascondimento passano da una profonda attenzione delle dinamiche di apertura del profilo (la possibilità o meno che soggetti terzi possano accedere alle informazioni) e da una gestione attenta dei contenuti e informazioni caricate, soprattutto presso il campione femminile.
In particolare, si sceglie con attenzione il materiale da pubblicare, si cerca di dare di sé informazioni chiare, complete, si monitora e quando necessario si “censurano” interventi altrui nel proprio profilo.
Tale atteggiamento si collega al desiderio di dare di sé un’immagine desiderabile, ma anche alla paura di finire vittime di equivoci e al timore di creare delle discrasie tra la propria immagine offline e online: è un atteggiamento legato a un certo distacco dai social network, di cui si percepiscono più i rischi che i benefici, ed è collegato a un uso distaccato dei social network e di MSN. Questo distacco, specie in soggetti più adulti o lavoratori, si trasforma in attento uso dei discorsi in rete e dei contenuti caricati considerati intimi.
In alcuni casi i soggetti più riservati e attenti alla privacy si caratterizzano per un orizzonte relazionalmente limitato, con pochi amici, con frequentazioni abitudinarie. Da questo punto di vista il social network non è percepito come strumento per estendere la propria rete di amicizie né per approfondire relazioni con conoscenti lontani con cui si è avuto sempre poco rapporto: piuttosto, il social network si inserisce discretamente in una realtà relazionale stabile e consolidata da mantenere e monitorare.
In altri casi sono i soggetti con maggiori competenze tecniche ad essere particolarmente attenti alla gestione della privacy, sfruttando anche funzioni avanzate dei social network.
A dimostrazione del processo di reciprocità già individuato a proposito dell’ esibizione, i soggetti più riservati sembrano prestare grande attenzione alle azioni e ai comportamenti della maggioranza dei propri contatti per imitarli. Si cerca di comprendere qual è l’etichetta della piattaforma, al fine di rispettarla: l’intento di fondo è quello di mostrare un atteggiamento omologato, allineato, per evitare di essere criticati, giudicati.
Contrariamente a una vulgata che vuole i social network come gli “ambienti dell’eccentrico a ogni costo”, del “sopra le righe”, della “rincorsa all’eccesso”, sembra quasi che per questi soggetti il rischio di passare inosservati, “di non lasciare un segno” risulti comunque preferibile al rischio di divenire oggetto di critiche o di curiosità morbosa.
L’esibizione è così controllata e non spregiudicata, proprio perché finalizzata ad attirare solo soggetti e contatti considerati significativi o potenzialmente tali.
[4]Sono quelli che appartengono al profilo dei “collezionisti”, cfr. par 8
[5]Come si è detto, si tratta di uno dei quattro profili identificati, insieme a riservati, ipersocievoli e conviviali (si veda par. 8).
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