Testimoni digitali, il messaggio che Papa Benedetto XVI ci ha regalato per la 44a giornata mondiale delle comunicazioni sociali, lancia una ipotesi interessante: può il web essere il moderno «cortile dei Gentili», cioè un luogo di incontro tra persone di diverso orientamento religioso, così come quel luogo nel Tempio di Gerusalemme serviva ad ebrei romani ed ellenisti per meglio conoscersi e ragionare su Dio?
Sempre più oggi nel mondo virtuale si incontrano cappellani e suore che cercano di entrare in contatto con i giovani e parlare loro di Cristo... via Internet. Le esperienze in questo campo sono ormai numerose nel mondo: si pensi all’Mhsh, l’Istituto di iniziative pastorali diretto da Angela Ann Zukowski che all’Università di Dayton, nell’Ohio-Usa prepara, naturalmente on-line ma anche tramite corsi residenziali, i nuovi missionari via Internet. Così in Australia John Capper e Mark Freeman, due ricercatori dell’Università di Sidney, hanno raccolto un gruppo di sacerdoti e laici per un corso intensivo con le nuove tecnologie. I risultati a loro avviso sono stati molto positivi: la “navigazione in rete” offre possibilità di ministero imprevedibili. Una conferma viene pure dal monastero delle Domenicane di Pratovecchio: impiegando le nuove tecnologie le intraprendenti suorine mostrano che la vita di clausura non è affatto un isolarsi dal mondo.
Non sempre, tuttavia, i “navigatori in rete” riescono poi a divenire pure “pescatori di anime”. Non è che manchi la domanda giovanile di amicizia e di senso; manca, semmai, la possibilità di sostenere le “amicizie virtuali”, che si possono stringere in rete, con la frequentazione di ambienti reali, in cui rendere stabili i legami d’amicizia iniziati in Internet.
Quali sono, in realtà, le opportunità per la pastorale offerte dal web? Già in Videosocializzazione (FrancoAngeli 1994), poi in Comunicazione multidimensionale (ivi 2001), in Immagini della emergente società in rete (ivi 2003) e, più di recente, in La comunicazione al servizio del volontariato (ivi 2009) ho cercato di mettere a fuoco rischi ed opportunità della rete per la pastorale. Affido questo pensiero alla rete: mi piacerebbe proseguire in questa riflessione proprio a partire dall’esortazione del Santo Padre ad essere «testimoni digitali».
* Professore ordinario di Sociologia dei Processi culturali e comunicativi presso l’Università di Bologna "Alma Mater Studiorum"