Il convegno ecclesiale di Verona ha indicato a tutti i credenti il dovere di una testimonianza “culturalmente attrezzata”, capace di comunicare la fede nel Risorto attraverso l’alfabeto della vita quotidiana. L’appuntamento del prossimo aprile è un’occasione preziosa per questo. Nei tre giorni di lavoro, infatti, si potranno leggere e interpretare le odierne istanze culturali, per assumerle, orientarle e fare il punto sulla capacità della Chiesa di interagire con la sua originalità nel vasto mondo elettronico, palcoscenico su cui sempre più si conducono le relazioni interpersonali, si muovono le idee, si costruiscono le scelte.
Da alcuni anni, il progetto culturale della Chiesa italiana ha segnalato l’irrompere di una nuova “questione antropologica”, a cui non è certo estranea quella “mutazione antropologica” che – anche a causa delle tecnologie più innovative – incide sulla natura stessa dell’uomo, sulla sua percezione di sé, degli altri, del mondo.
L’emergenza della domanda educativa nel nostro tempo, inoltre, impone di offrire proposte e soprattutto presenze significative, in tutti i campi dell’agire e dello spirito umano. Sarà, perciò, soprattutto un incontro per costruire: promuovere spazi di incontro e di ricerca, esperienze non effimere, alleanze tra persone e reti tra i loro media per vivere il vangelo anche a colpi di pixel e di bit.
di Ernesto Diaco
Vice responsabile del Servizio nazionale per il progetto culturale