Testimoni digitali. Volti e linguaggi nell'era crossmediale. Roma, dal 22 al 24 aprile 2010. vai al contenuto
Padre Spadaro sull'uomo religioso: "radar o decoder?" 
“La «navigazione», in generale, è una via per la conoscenza. Oggi capita sempre più spesso che, quando si necessità di una informazione, si interroghi la Rete per avere la risposta da un motori di ricerca come Google o Bing o altri ancora. Internet sembra essere il luogo delle risposte. Esse però raramente sono univoche: la risposta è un insieme di link che rinviano a testi, immagini e video. Ogni ricerca può implicare una esplorazione di territori differenti e complessi dando persino l’impressione di una certa esaustività” ha sottolineato padre Antonio Spadaro intervendo al convegno “Testimoni digitali”. Quale fede “troviamo in questo spazio antropologico che chiamiamo web?” si è chiesto. “Digitando in un motore di ricerca la parola God oppure anche religion, Christ, spirituality, otteniamo liste di centinaia di milioni di pagine. Nella Rete si avverte una crescita di bisogni religiosi che la «tradizione» religiosa riesce a fatica a soddisfare. L’uomo alla ricerca di Dio oggi avvia una navigazione”. Ma quali sono le conseguenze?
“Si può cadere nell’illusione che il sacro o il religioso sia a portata di mouse – ha detto Spadaro -. La Rete, proprio grazie al fatto che è in grado di contenere tutto, può essere facilmente paragonata a una sorta di grande supermarket del religioso, in cui è possibile trovare ogni genere di «prodotto» religioso con grande facilità: dalle riflessioni più serie e valide alle religioni che una persona annoiata si inventa per gioco. Ciascuno può attingere dalla Rete non secondo reali esigenze spirituali, ma secondo bisogni da soddisfare”. Ci si illude dunque che il sacro resti «a disposizione» di un «consumatore» nel momento del bisogno”. (vi.gri)
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