Home » News & Digit Media » 2010 » Febbraio » Professione missionario 

Professione missionario   versione testuale

di padre Gerardo Caglioni*

Per chi fa il missionario di professione - e per questo ha consacrato tutta la sua vita - è indispensabile che annunci il vangelo. Una volta il missionario partiva per “terre lontane” con il crocifisso e il breviario, che simboleggiavano l’essenzialità e la radicalità dell’annuncio cristiano. Oggi le cose sono diverse e forse anche più complicate. In un mondo globalizzato, dove la comunicazione è sempre più raffinata e sofisticata, anche il vangelo necessita di strumenti nuovi in mano ai predicatori del vangelo. E siccome sono tanti quelli che annunciano e non sempre vivono quello che proclamano, sembra indispensabile, soprattutto per noi missionari, la coerenza della vita perché la testimonianza sia efficace. A chi ha ricevuto dal Cristo il mandato di “ammaestrare tutte le nazioni … insegnando loro ad osservare tutto ciò che egli ha comandato” si richiede uno sforzo superiore e strumenti veramente adeguati. Oggi il nostro mondo vive nel pianeta digitale e i nuovi areopaghi ci chiedono di adeguarci alla moda corrente e quindi di salire su un nuovo pulpito da cui annunciare.
Ho passato 12 anni in Africa, nella Sierra Leone, e da quelle parti le nuove forme di comunicazione - intendo quella elettronica del computer - fanno un po’ fatica a trovare campo per le difficoltà oggettive e la carenza di luce elettrica in tante zone del Paese, soprattutto dell’interno. Dove invece c’è, l’elettricità non è sempre regolare e funzionale (compare e scompare irregolarmente e subisce pericolosi sbalzi di tensione, che possono compromettere gli stessi strumenti di lavoro). Ciò nonostante, il telefonino e il computer si fanno strada e soprattutto nel campo della comunicazione, acquistano valore e sono ritenuti piuttosto importanti. I giovani, ma non solo loro, sono desiderosi di utilizzare ed avere tra le mani questi “media” per uscire dall’isolamento secolare, farsi nuove conoscenze e comunicare con altri mondi culturali, religiosi e sociali.
Aspetto perciò il giorno in cui potrò nuovamente essere tra quei fratelli e sorelle ed annunciare loro la “gioiosa notizia di Cristo”. Intanto mi accontento di comunicare con loro con il mezzo elettronico e animare “tanti altri” ad essere testimoni del Vangelo. Con le pagine web vorrei comunicare loro la mia voglia di missione e far conoscere loro quella terra dove sono stato “contagiato” dal mal d’Africa. E perché no, aiutiamo come possiamo gli africani ad avere qualche strumento capace di farli viaggiare nel pianeta digitale ed arrivare loro stessi da noi.
 
*missionario saveriano
versione accessibile | mappa del sito | newsletter | contattaci | privacy | note legali | credits

© 2010 - Testimoni Digitali