Testimoni digitali. Volti e linguaggi nell'era crossmediale. Roma, dal 22 al 24 aprile 2010. vai al contenuto
6. Gestione della rete sociale 
Dall’analisi sono emersi diversi stili di gestione, relative sia al management delle relazioni esistenti, sia all’ampliamento delle cerchie relazionali.

6.1 Management in profondità
I social media sembrano aiutare i soggetti a “prendersi cura” delle diverse cerchie amicali consolidate. Di fronte alla complessità nel gestire gruppi di amici, e di fronte alla articolazione frammentata delle relazioni (specie nei periodi di transito e cambiamento) gli strumenti di socialità mediata riescono, in maniera visibile e tangibile, a organizzare le reti di interessi dei soggetti: i giovani riescono così a sentire “tutti vicini” i propri contatti, attraverso le relazioni intrattenute anche, ma non solo, nell’online. Da questo punto di vista sia i social network sia gli strumenti di messaggistica istantanea si dimostrano strumenti straordinari di organizzazione affettiva.
Non sono pochi i soggetti intervistati che credono nell’utilizzo dei social network come strumenti per approfondire e mantenere relazioni sociali con un certo grado di profondità: molti degli intervistati usano le piattaforme sia per poter incrementare, sia per approfondire le relazioni già fortemente strutturate.
In particolare, il desiderio di creare nuovi rapporti da inserire nel proprio contesto relazionale offline, spesso si sviluppa in concomitanza con momenti di svolta della vita dei soggetti, come il cambio di città, l’inizio dell’università, la fine di un rapporto amoroso:
Con il mio ragazzo siamo partiti da un incontro di persona. Poi da lì ora devo ringraziare Facebook, uno strumento che ho odiato tanto…sa che per entrare devi mettere nome e cognome per trovarlo e io in quel momento non avevo nessun riferimento per trovarlo e grazie a Facebook l’ho trovato. Quindi da lì siamo passati al cellulare e poi di persona. Quindi siamo partiti di persona, poi da Facebook, cellulare e ancora di persona. (f, 23, w/s, area 4, cap.)
I social media diventano dunque una risorsa importante per costruire rapporti e ricostruire reti di relazioni che possono avere una ricaduta nella vita quotidiana del soggetto. In particolare, alcuni soggetti femminili intervistati utilizzano i social network per conoscere passioni, interessi, personalità di “nuovi” ragazzi, in vista di implementare le possibilità di relazione offline. La chiacchiera, il gioco, il commento diventano strategie per conoscersi, per condividere momenti che costruiscono intimità e complicità da spendere poi nella vita offline.
La profondità della gestione di articola anche a partire da singole piattaforme diverse, che si differenziano rispetto al livello di intimità dei servizi stessi7: in particolare MSN rappresenta lo strumento preferito per le chiacchiere con gli amici più intimi e i fidanzati.
Eh, principalmente la lontananza del ragazzo fuori e quindi mi sono dovuta adattare. Io purtroppo non avendo molto tempo, neanche ci pensavo ad utilizzarli, ci sentivamo per telefono, tramite SMS e poi invece ho detto questa tecnologia che avanza a qualcosa servirà. Quindi ho deciso di avere i social network o questi mezzi di video chiamata. Che poi utilizzo parecchio.(f, 23, w/s, area 4, cap.)
6.2 Management di mantenimento
A fronte dell’inserimento in nuovi contesti relazionali, diversi da quelli che hanno caratterizzato l’età adolescenziale (il lavoro, l’università, le amicizie del proprio ragazzo/a) si nota la tendenza di molti soggetti (soprattutto le ragazze) ad utilizzare i sistemi di comunicazione online come strumento per mantenere vivide amicizie storiche, per le quali si manifesta ancora un altissimo livello di affezione.
L’impossibilità di vedersi costantemente viene almeno in parte sopperita attraverso un monitoraggio e contatto continuo tramite gli spazi di socializzazione online.
In particolare i social network sono utilizzati per mantenere il contatto con amici che non si frequentano più spesso, ma che si considerano centrali nel proprio orizzonte affettivo:
Sempre la mia ragazza e poi l’amico mio con cui esco sempre o altri amici che ho conosciuto d’estate. Abitando in una località di mare da piccolino ho conosciuto tante persone che magari sono di Milano, Torino… (m, 20, w, area 4, cap.)
(Facebook) E’ un modo per tenersi in contatto con più persone senza… spendere troppo (f, 22, s, area 1, cap.)
Per alcuni soggetti, i social network agiscono secondo un’ottica di semplice monitoraggio della propria cerchia amicale, senza apportare un reale incremento della qualità dei rapporti: l’obiettivo è piuttosto l’apertura continuata di un canale di comunicazione con i soggetti della propria rete amicale.
[Facebook è] indispensabile... una fonte che mi fa mantenere dei contatti con delle persone anche quando non posso uscire di casa o sono impegnata in altre cose. (F 19 S, area 3, PC)
ho… ho nella lista dei contatti che magari non sento più da tempo che però, diciamo, non cancello perché… per rimanere, comunque sia, per un contatto futuro, non so, insomma, così. È comunque sia un contatto, ecco, che rimane lì (m, 24, s, area 3, cap.)
La funzione monitorante riguarda, per alcuni soggetti, anche la sfera familiare: si tratta in massima parte della famiglia “allargata” composta da cugini coetanei o parenti lontani (rimasti al paese d’origine o in alcuni casi residenti all’estero). Con questi ultimi, in particolare, si intessono relazioni finalizzate al mantenimento del contatto, che non faccia “perdere” il legame con la rete familiare estesa. Da questo punto di vista i social media, Facebook in particolare, rappresentano una grande risorsa per includere nelle cerchie amicali anche i parenti più lontani:
Ho trovato il contatto lì, per esempio ho trovato persone che non ho mai conosciuto come cugini che ho nel mondo principalmente perché i miei genitori erano migranti e non li ho potuti mai vedere. Parenti sì questi… (f, 19, s, area 3, cap)
Ho due sorelle ma essendo stato adottato, è stato grazie a Facebook ci siamo ritrovati […] Una mia sorella sapeva come mi chiamavo, aveva parlato con la nostra vera mamma e mi ha cercato poi ci siamo rivisti subito, poi abbiamo ritrovato anche l’altra sorella.. (m, 22, w, area 3, cap)
6.3 Ampliamento non mediato e mediato
Per ampliamento non mediato si intende l’insieme delle strategie adottate per accrescere la propria rete di contatti online che non presuppone una conoscenza diretta precedente dei soggetti anche nella vita offline. L’obiettivo di tali modalità di accrescimento della rete è solitamente legato alla volontà di rendere innanzitutto “numerosa” e dinamica la propria rete di contatti, anche al di là della possibilità di trasformare tali contatti online in amici offline:
C’è anche qualcuno che ho conosciuto solamente online, magari commentando una foto di un amico sono nate conoscenze virtuali..[…] Qualcuno che mi è rimasto simpatico, lo rivedo, ci parlo, condivido cose.. (m, 24, w)
Gli obiettivi di tale modalità possono essere diversi: da una parte la volontà ludica e strategica di rendere i nuovi contatti “utili”, come per esempio la conoscenza di contatti all’estero per l’implementazione delle lingue straniere ma anche per coltivare una sorta di “spirito internazionale”:
Più che per parlare con gli amici Skype lo usavo perché avevo la possibilità di parlare con qualcun altro, tipo all’estero, facevi le ricerche, non so per vedere quante persone c’erano di italiani in Afghanistan e guardavi, così, potevi parlare con chiunque, quello era molto carino, ho parlato magari con qualche italiano in Francia, mi sono divertito, a me piace parlare in francese. (m, 21, w, area 1, cap.)
Soprattutto con la Playstation 3 avevo la possibilità di scambiare qualche parola con chi giocavo. A volte era bello poter parlare una volta con l’americano, una volta con il giapponese…era carina come cosa (m, 23, w, area 1, cap.).
I giochi online, in particolare quelli sui social network, costituiscono una modalità non mediata di ampliamento della propria cerchia relazionale.
Dall’altra, specie per i ragazzi, ma non solo, l’ampliamento delle proprie conoscenze on-line offre la potenziale possibilità di trasformare tali contatti in contatti offline, in funzione amoroso-sentimentale o di semplice flirting:
Aggiungo magari qualche bella ragazza, vedo se abbiamo amici in comune e l’aggiungo...comunque non con tutte le persone ho amici in comune...[...]..poi ho persone che non ho mai conosciuto, magari ho commentato qualcosa e poi ci siamo aggiunti. .(m, 23, s, area 3, cap.).
Magari guardando le foto dico questo qui è un bel ragazzo e allora l’aggiungo, oppure quelli che conosco in discoteca gli dico ce l’hai Facebook? e poi lo aggiungo. Ci sono anche persone che ho aggiunto e non ci ho mai parlato (f, 19, s, area 3. cap.)
La trasformazione da contatti offline a contatti online diventa reale in alcuni significativi casi, grazie alla comune passione per contenuti identitari, specie di tipo musicale:
Sì, qualcuno che condivide le mie stesse passioni, perché mi piace curiosare un po’, vedo gente a cui magari piace la stessa musica, chiedo l’amicizia e poi chiedo consigli sui concerti..[....] con alcuni ci siamo anche incontrati. (m, 24, w, area 4, cap.)
I soggetti che puntano ad ampliare i propri contatti online, senza una precedente conoscenza offline, basano per lo più le loro scelte nell’inclusione o esclusione di soggetti a partire, comunque, da un certo livello di affinità.
Una affinità che è sia d’età:
Prima guardo le foto per capire chi è, se è un tardone o un bimbetto, non lo accetto (f, 19, s, area 3, PC)
Prima guardo l’età, penso se è un amico di famiglia, se lo conosco, guardo le foto. Se è più grande di tanti anni non lo aggiungo. (f, 19, s, area 4, PC )
sia culturale e di consumi:
Ho più di 1000 amici su Facebook, gente legata alla musica per lo più, con un sacco di contatti di persone che non ho mai visto, magari, si, abbiamo un amico in comune ma magari è eros, oppure un personaggio famoso... (f, 22, s, area 1, cap.)
sia di “gestione” della privacy e dei contenuti, nell’ottica di “reciprocità” discussa nei paragrafi precedenti:
Se ha poche foto, tipo magari foto solo di paesaggi, o ha poche cose che si vedono, tipo manca l’età o cose del genere, non l’accetto, non mi fido molto…(f, 19, s, area 3, PC)
Tali soggetti non operano dunque una sostituzione dei contatti reali con quelli interpersonali mediati, ma utilizzano i social media in maniera ludica per ampliare la rete di conoscenze, senza che queste necessariamente si debbano trasformare in contatti reali, costruendo piuttosto un repertorio di relazioni in potenza: ciò nonostante la rete di contatti online deve mantenere comunque una aderenza con passioni, interessi, comportamenti, età dei soggetti, mostrando come, pur in relazioni in taluni casi totalmente sradicate dai contesti di vita offline, le identità delle amicizie online continuino a contare.
Viceversa, per ampliamento mediato si intendono invece strategie che hanno l’obiettivo di ampliare la propria rete di contatti online solo attraverso persone conosciute nell’offline.
In generale, rispetto ai soggetti che applicano la strategia dell’ampliamento non mediato, tali intervistati credono nell’utilizzo dei social media come strumenti per approfondire e mantenere relazioni sociali con un certo grado di profondità.
In questo senso la conoscenza diretta, o al limite mediata dalla conoscenza di un contatto in comune, è garanzia sufficiente ma necessaria per accogliere nella propria rete di relazioni online i soggetti:
Ci deve essere un contatto anche minimo, ad esempio un amico in comune, io aggiungo solo chi conosco, se no non ha senso. (m, 20, s, area 1, cap.)
Per alcuni intervitati si assiste in realtà a un certo indebolimento del legame nel corso del tempo, pur continuando a perseguire logiche di ampliamento mediato:
all’inizio cerchi le persone che sai che ce l’hanno e che conosci, quindi, subito ti si crea un nucleo abbastanza stabile, secondo me all’inizio una cinquantina di persone dirette le aggiungi, poi… entra chi puoi conoscere, quindi magari rintracci persone che non vedi da molto tempo ma che hai… che hanno amici in comune con te e poi succede spesso che magari… come terza fase, molte persone che conosci indi/, non so, a una festa o… studiando o facendo un lavoro anziché… anziché chiedergli il numero… gli chiedi il contatto a MSN o a Facebook e quindi ci fai amicizia ancora di più (m, 24, s, area 1, cap.)
Per altri, la necessità di una aderenza tra la frequentazione offline e online, comporta una periodica manutenzione dei propri contatti, che devono essere il più possibile vivi e vividi:
Ho eliminato un paio di amicizie perché avevo aggiunto, conoscevo sì ma non fino a parlarci e li ho eliminate perché stavano lì per niente. [anche su MSN] Sì, anche lì mi è capitato che ho cancellato un po’ di persone perché non ci parlavo più o comunque erano contatti vecchi che prima ci parlavo mentre ora no…è inutile che me lo tengo. No perché ripeto, le persone che ho cancellato sono quelle con cui non ho nessun contatto. (M 23 W, area 3, cap.)
Nei giovani soggetti intervistati, la strategia di ampliamento mediato risulta essere la più utilizzata, mostrando una discreta maturità nella gestione e controllo dei propri contatti online. Emerge una complessiva diffidenza verso le persone non conosciute o non mediate dalla conoscenza altrui.
L'ampliamento delle amicizie sia su MSN che su Facebook è spesso ristretto e controllato alle sole amicizie con cui si ha interesse a rimanere in contatto: nella selezione delle amicizie da accettare su Facebook, per esempio, la visione della lista di amici comune gioca un ruolo molto rilevante. Sono i contatti in comune che rappresentano il principale processo di costruzione della fiducia e della credibilità.
[7]Vedi par. 7.
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